Don Sergio Ghio parla de “Il Centro” una realtà che in questi giorni compie vent’anni: «È un progetto che offre condivisione e vicinanza». 60 i liceali coinvolti, con 30 educatori, accanto a 90 ragazzi.

È “quotidianità” la parola che meglio descrive il progetto del centro giovanile “Il Centro”, a via delle Sette Sale, che afferisce alla parrocchia di Santa Maria in Domnica alla Navicella. Gestita dalla fraternità sacerdotale dei missionari di san Carlo Borromeo, la realtà educativa opera sul territorio in favore dei giovani «dal maggio del 2000 – spiega il direttore e parroco don Sergio Ghio -, quale luogo di aggregazione innanzitutto per i bambini e i ragazzi ma che, nel corso degli anni, ha coinvolto sempre di più anche le famiglie. Dai figli ai genitori, a dimostrazione del fatto che la proposta educativa è interessante anche per gli adulti».

Sabato 10 ottobre, in occasione dei 20 anni di attività del Centro, il cardinale vicario Angelo De Donatis ha celebrato la Messa nella basilica che sorge sul colle Celio ed «è stata l’occasione – spiega il sacerdote – per tutta la comunità di ringraziare per il sostegno della diocesi al nostro progetto, che in fondo non ha mezzi o segreti particolari ma, semplicemente, offre condivisione quotidiana e vicinanza a tutti e a ciascuno: ciò che ogni realtà parrocchiale dovrebbe fare ed essere». Perché “Il Centro” è principalmente «un luogo aperto ogni giorno, dove i ragazzi possono essere accolti nella ferialità e aiutati nel loro bisogno fatto di una ricerca di senso e significato, oltre che educati a usare il proprio tempo libero, nell’offerta di un’amicizia che li aiuti e li guidi nella scoperta di sé e del gusto della vita», sono ancora le parole di don Ghio.

Sono circa 60 i liceali che prendono parte alle attività totalmente gratuite del “Centro” e che, insieme a più di 30 educatori, «accompagnano gli oltre 90 bambini e ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado, facendosi primariamente testimoni – sottolinea ancora il direttore – laddove, in un momento storico caratterizzato da un’evidente emergenza educativa, la proposta cristiana risulta essere valida per tutti e affascinante per vivere la vita». Don Ghio guarda in particolare alle «tante vocazioni che in questi anni abbiamo avuto la grazia di veder maturare nel “Centro”», tanto che è proprio «con la testimonianza di una giovane che ha scelto di entrare nella Trappa di Vitorchiano che lo scorso 19 settembre abbiamo riavviato le nostre attività, dopo la pausa forzata per il lockdown e il tempo estivo».

Tra gli appuntamenti fissi, sul fronte della formazione, «gli incontri di catechesi del venerdì per i più giovani – illustra il sacerdote – e quelli rivolti ai genitori il sabato pomeriggio, molto partecipati, che prima del Covid-19 si concludevano sempre con una cena condivisa mentre ora dovremmo trovare nuovi modi per stare insieme in un clima di famiglia ma in sicurezza».

pubblicato su romasette.it  il 12 ottobre 2020

 

(Nella foto, una festa al Centro nel 2019 – foto Stefano Dal Pozzolo)

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