Ieri come oggi, il cristianesimo ricompone l’uomo attraverso ciò che gli è più abituale: la tavola.

Quest’anno mi trovo ad Eastleigh, una piccola cittadina vicino a Southampton, per passare lì il mio quarto anno di seminario. Oltre a studiare la lingua, lavoro nell’After School Club di una scuola primaria cattolica e aiuto don Raffaele e don Luca in parrocchia. Una sera siamo andati a cena da una famiglia. Dopo la cena, Sam, uno dei quattro figli, mi saluta con queste parole: “Dovete venire ogni giorno!”. Con un grande sorriso, gli dico che sarà un po’ difficile per noi venire ogni giorno a trovarli e gli domando come mai mi aveva chiesto questa cosa. Mi spiega che la nostra presenza, durante la cena di un giorno qualsiasi della settimana, aveva cambiato tutto. Di solito, tutta la famiglia mangia in momenti diversi e quasi sempre con la televisione accesa. Il fatto che c’eravamo noi aveva cambiato la giornata: si mettevano a tavola per mangiare assieme! Sam era talmente contento che esprimeva immediatamente il suo desiderio di vivere secondo questa nuova bellezza entrata nella sua vita. Con la sua domanda, voleva farmi capire che la semplice presenza di un altro può cambiare la nostra vita.
Questo fatto mi ha portato a percepire di nuovo il grande bisogno che c’è nell’ambiente in cui viviamo. Uscendo di casa, durante una sera del weekend, si incontra tanta gente ubriaca. Soprattutto le persone che lavorano nella grande industria, attendono la sera del venerdì per ubriacarsi senza misura, per evadere qualche ora dalla realtà. La loro vita è divisa tra il lavoro della settimana e la fuga nei pub durante il weekend o anche in famiglia, come nel caso di Sam, dove però ognuno mangia quando gli pare. Vedo con tanta gratitudine che ciò che ha colpito me quando incontrai il movimento è capace di colpire oggi anche la gente della nostra parrocchia: si tratta dell’incontro con persone che vivono una vita unita perché hanno permesso a Cristo di entrare nella loro esistenza per renderla tale. Il mio bisogno è lo stesso bisogno che ha Sam: voglio vivere una vita armonica, unitaria, ma ho bisogno di incontrare qualcuno che mi ricordi questo mio desiderio profondo, che mi indichi la strada della comunione nella Chiesa.
È quello che proviamo a fare con i ragazzi, proponendo loro gruppi di giochi, canti, un piccolo snack e un momento di condivisione. Cristo c’entra con tutto. Ecco la novità che incontrai quasi dieci anni fa in Germania, ecco la novità che Sam incontra oggi ad Eastleigh.

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