La carità verso il nostro prossimo è autentica solo se ci facciamo annunciatori di quell’Evento che tutti desiderano, la venuta di Dio sulla terra.

Questa sera consegno il crocefisso a due nostri fratelli presbiteri, don Gabriele Carlotti e don Gabriele Burani, in partenza per la missione in Amazzonia, e a tre giovani: Paolo e Alessandro, che presteranno servizio in Albania nella diocesi di Sapa; Irene, che partirà per il Madagascar e lavorerà presso l’ospedale di Ampasimanjeva. […]

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Questi nostri fratelli inseriranno il loro servizio all’interno di una Chiesa particolare, sotto la guida e la cura di un vescovo locale, immergendosi nella vita e nella lingua del popolo che incontreranno. Che cosa può giustificare e sostenere una partenza come questa? Soltanto la passione per Cristo. Nessun progetto di promozione umana, infatti, pur doveroso, può bastare al cuore dell’uomo.
Coloro che partono per un servizio missionario sono chiamati ad annunciare Cristo a tutti coloro che non lo conoscono. Il cuore dell’uomo, come dice sant’Agostino, non trova pace finché non può riposare in Lui (cfr. Agostino, Confessioni, I,1). Anche coloro che aderiscono ad altre religioni o all’animismo sono chiamati a conoscere Cristo.
Nel rispetto del percorso misterioso attraverso cui Dio chiama ogni uomo, non avremmo carità verso i poveri se non ci facessimo annunciatori dell’evento inimmaginabile, ma desiderato da tutti: Dio si è fatto uomo (cfr. Gv 1,14), è morto ed è risorto, per prendere su di sé il male di ciascuno, per risanarci, per aggregarci al suo popolo.
Cristo è l’unico salvatore dell’uomo (cfr. At 4,12). Egli chiama tutti al suo Regno attraverso la via ordinaria della Chiesa così come attraverso tante vie straordinarie che non conosciamo. I confini della Chiesa sono molto più grandi di quelli che noi possiamo registrare “esteriormente”. Sempre il grande Agostino ha detto: “Molti che sembrano essere fuori sono dentro; molti che sembrano essere dentro sono fuori” (cfr. Agostino, De Baptismo contra Donatistas, VI, 38).
La passione per Cristo e per la Chiesa non discrimina nessuno. Essa nasce dal cuore trafitto di Gesù sulla croce (cfr. Gv 19,34), dalla sua sete di incontro con tutti, dal suo desiderio che ciascuno possa godere del banchetto delle nozze nel suo Regno (cfr. Mt 22,2-14). Amen.

 

Intervento in occasione della Veglia Missionaria Diocesana – Cattedrale di Reggio Emilia, 19 ottobre 2019

(Nell’immagine: Caravaggio, La cena di Emmaus, 1603)

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