Proponiamo il testo del’appello che mons. Massimo Camisasca ha rivolto alla città e alla provincia di Reggio Emilia: un invito a reagire subito alla crisi causata dalla pandemia nella fiducia in Dio e nella iniziativa di tutti noi.

In queste settimane di dura prova e di grande fatica, tristemente segnate da numerosi lutti, la Chiesa di Reggio Emilia – Guastalla ha cercato di rispondere nel modo più tempestivo possibile all’emergenza sanitaria, sociale ed umanitaria causata dalla pandemia, concentrando le proprie energie soprattutto a vantaggio dei più poveri e dei più vulnerabili.
La “Mensa del Vescovo”, la “Mensa dei Cappuccini” e la “Mensa Caritas” hanno collaborato strettamente unite tra loro e così, ogni giorno, oltre 400 pasti sono assicurati alle persone che non possono cucinare nelle proprie abitazioni perché prive di utenze (gas, acqua, luce) e a tutti coloro che non hanno una fissa dimora. Inoltre, centinaia di “pacchi alimentari” vengono consegnati regolarmente ai lavoratori precari, alle famiglie disagiate e agli anziani soli presso il loro domicilio. Le Caritas Parrocchiali della Diocesi stanno intensificando i loro sforzi giorno dopo giorno, organizzandosi al meglio delle loro possibilità e con grande efficienza. Molti giovani volontari si sono resi disponibili ad aiutare, soprattutto effettuando le consegne a domicilio.
La Conferenza Episcopale Italiana ha stanziato 3 milioni di euro a favore delle strutture sanitarie ed ha donato 10 milioni di euro alla Caritas Nazionale. La nostra Caritas Diocesana ha già ricevuto, da parte della Caritas Italiana, la somma di 10 mila euro per cominciare a coprire le spese straordinarie di questo periodo. A questa cifra vanno aggiunte le numerose e generose offerte di molti fedeli, ai quali va la mia personale gratitudine, così come la riconoscenza di tutto il nostro popolo. Questi soldi ci consentono di dotare tutti i volontari di un’adeguata protezione in termini di mascherine, guanti e protezioni per gli occhi, così come di effettuare regolarmente ed accuratamente la pulizia e la sanificazione degli ambienti.
La scorsa settimana ho lanciato un appello affinché soprattutto i più giovani si mettano a disposizione per dare un aiuto concreto. Oltre ai già ricordati ragazzi che collaborano con la Caritas nelle parrocchie, comunico a tutti che centinaia sono state finora le persone che hanno dato gratuitamente la loro disponibilità per vari tipi di servizio. Questa risposta straordinaria è sicuramente un segno di vitalità e un grande atto di carità collettivo, che illumina e conforta tutti noi in un momento così buio e difficile. A tutte queste persone va la gratitudine della nostra Chiesa.
Sappiamo che l’emergenza attuale riguarda tutti, ma ad essere maggiormente colpite sono, come sempre, le fasce sociali più deboli. La nostra Chiesa Diocesana guarda con grande attenzione e preoccupazione a queste persone. Famiglie che già vivevano in situazioni di disagio prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria, versano oggi in situazioni di gravissima difficoltà e non possono acquistare generi di prima necessità né sostenere il pagamento delle utenze domestiche. È quindi necessario rafforzare i “Centri di Ascolto” per tutte queste famiglie, così come per i tanti anziani che vivono soli e per le tutte le persone fragili in genere. Risulta più che mai indispensabile il nostro impegno per garantire il mantenimento dei servizi minimi a tutti coloro che si trovano in condizioni di povertà estrema.

La collaborazione oggi è urgente come mai prima d’ora. Auspico che le Caritas parrocchiali e i comuni coordinino al meglio l’insieme delle iniziative di sostegno e assistenza. L’ottima esperienza di collaborazione già in corso in alcune realtà sia un esempio per tutti. 

A partire dall’inizio della pandemia, oltre cento persone sono ospitate 24 ore al giorno presso le “Strutture di Accoglienza” coordinate dalla Caritas Diocesana. Giorno dopo giorno registriamo l’aumento delle richieste. Ristoranti, aziende e privati stanno dimostrando un’immensa generosità, donando e condividendo ciò che possono. Grazie a loro e alla collaborazione del “Banco Alimentare” saremo in grado di far fronte all’emergenza anche nelle prossime settimane. Il Direttore della Caritas Diocesana, Isacco Rinaldi, mi ha confermato che “l’assistenza e la vicinanza alla fascia più debole della popolazione è assicurata in queste settimane e lo sarà sicuramente anche nei prossimi mesi”.
Istituirò nei prossimi giorni, presso la Caritas Diocesana, un nuovo Fondo dedicato, che si chiamerà “Fondo San Carlo Borromeo”, a vantaggio dei più deboli. Tale Fondo sarà costituito inizialmente con risorse della Diocesi ed incrementato con le offerte dei fedeli, parrocchie, enti e istituzioni.
A tal proposito, come ricorderete, nei mesi scorsi avevo proposto a tutta la Diocesi un pellegrinaggio in Terra Santa programmandolo per la fine di dicembre 2020. Ritengo gesto di responsabilità, data la situazione attuale, rinviare tale pellegrinaggio a tempi migliori, forse già alla fine dell’estate 2021.
A titolo personale, metterò a disposizione del “Fondo San Carlo Borromeo” quanto avrei speso per il pellegrinaggio. Auspico che anche altri pellegrini possano fare la stessa cosa.
Non dimentichiamoci degli ultimi: certamente oggi ci sentiamo tutti in difficoltà e in pericolo: tutti abbiamo paura, ma molte persone vivono in condizioni estremamente gravi e problematiche. Ricordiamoci delle parole di Gesù: Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me (Mt 25,40).
Molti prospettano un’imminente nuova crisi economica: la mia preoccupazione si volge al blocco delle attività produttive e alle conseguenti difficoltà che molte famiglie incontrerebbero a causa dell’eventuale perdita del posto di lavoro. Penso a ciò che potrebbe accadere nei prossimi mesi, durante l’estate e ancora più nel mese di settembre, momento di ripresa dopo la pausa estiva.

 

Perciò, in quanto Vescovo di questa Chiesa, desidero lanciare UN APPELLO A TUTTI, enti pubblici, associazioni di categoria, aziende e fedeli:

impegniamoci tutti a salvare la dignità delle persone, concentrando ogni sforzo sul lavoro e non sull’assistenzialismo. Stiliamo già ora un piano straordinario di investimenti da far partire al più presto, non oltre il settembre 2020.

 

Richiamo tutti alla necessità di uno sforzo straordinario in questo momento difficile. La fede in Dio è anche fede nelle possibilità del futuro.
Mettiamoci tutti al lavoro affinché si possa, ciascuno nel proprio ambito, attivare fin dai primi giorni di settembre tutti gli investimenti possibili. Creiamo posti di lavoro, così da non trovarci a dover assistere coloro che lo perderanno. La dignità di una persona è salvaguardata, onorata e rispettata solamente permettendole di lavorare. Possiamo e dobbiamo farcela.
Ho chiesto agli Uffici di Curia di stilare un elenco completo e dettagliato dei cantieri e degli investimenti da far partire in breve tempo. Risolviamo immediatamente gli intoppi burocratici, oggi più che mai incomprensibili e inaccettabili! Chiederò di fare altrettanto all’“Istituto Diocesano Sostentamento Clero” e alle parrocchie di tutta la Diocesi, così come alle nostre scuole, case di riposo e a tutti gli enti che dipendono dalla Diocesi.  Sono certo che anche Comuni, Provincia, Regione, Sovrintendenza, Consorzi di Bonifica, Camera di Commercio, Fondazione Manodori, Unindustria, Confedilizia, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Lapam, Confcooperative, Legacoop, aziende e privati faranno la loro parte.
Non perdiamo tempo: investiamo le risorse che abbiamo a disposizione. Sono certo che anche gli Istituti di Credito faranno la loro parte.
Incamminandoci sulla strada che ho cercato di delineare, decine se non centinaia di milioni di euro verranno investiti: in poco tempo potremo salvare e garantire molti posti di  lavoro. Il nostro territorio, grazie alla sua fede, alla generosità e alla solidarietà che lo contraddistinguono e alla laboriosità dei reggiani, potrà così attraversare queste vicende drammatiche e ricordarle come un’immensa sfida. Una sfida vinta. Costata purtroppo molti lutti e sacrifici, ma vinta. La nostra Chiesa Diocesana è pronta per ripartire.
Il futuro della nostra terra dipende dalla benedizione di Dio e da noi, dalle nostre scelte, dai nostri progetti, dalla nostra libertà e dalla nostra iniziativa. Dipende dalla speranza che nutre la nostra vita. E noi sappiamo che la speranza cristiana poggia sulla certezza della paternità di Dio. Egli non ci fa mancare la sua benedizione: ci ama, ci accompagna nelle prove e ci chiede di collaborare attivamente, donando tutto noi stessi al meglio delle nostre possibilità, alla realizzazione del suo disegno di bene e di bellezza.

In vari modi, sempre ciascuno di noi è chiamato a lavorare per costruire il bene comune. Questa è una grande occasione per farlo.

+Massimo Camisasca

 

Reggio Emilia, 3 aprile 2020    

 

 

(foto G.Galeotti – flickr.com)
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