Don Giussani ha condotto a Cristo migliaia e migliaia di giovani di tutto il mondo. Tra di essi vi era don Romano Christen, che ancora conserva negli occhi il fascino di quel sacerdote milanese.

Come entrava in salone e saliva sul palco per introdurre l’Angelus o per tenere un’assemblea si era immediatamente raggiunti da un evento, da un fatto che stava accadendo lì, davanti ai nostri occhi. Non sapevi mai come andava a finire. Anche se i gesti erano tutti ben curati: non era mai uno schema, bensì, appunto, qualcosa che stava succedendo. Don Giussani era sempre un torrente in piena, debordava, e questo anche quando era stanco, affaticato. Non solo testimoniava una grinta, una passione di vita, una certezza, ma era come se tramite lui emergesse tutta l’imponenza dell’iniziativa di Dio nella storia, il misterioso dialogo del Destino con Abramo e con Simon Pietro e… con ognuno di noi!

Lui trasportava questo. Parlando a tutti raggiungeva il cuore di ognuno. Non era un discorso – era una vita che si comunicava. Ho avuto tre volte l’occasione di parlare personalmente con lui, ma l’immagine che resta viva in me sono gli incontri che teneva alle Equipe del CLU (i ritiri per i responsabili delle comunità universitarie) o alle Vacanze Internazionali (come si chiamavano allora): la sua voce roca che a volte cercava la parola, l’espressione giusta, ma che era sempre certa, commossa, pienamente posseduta da un Evento che tramite lui ci coinvolgeva tutti. Don Giussani non mi ha affascinato per una perfezione sua, ma perché era Suo, era di Cristo – e la sua persona, parlando, interloquendo, meditando ci ha continuamente provocato, ha esaltato la nostra libertà, ci ha generato ad appartenere al Signore della storia. Uscivo dal salone dell’albergo Arlara non soltanto entusiasta del don Gius, ma folgorato dalla bellezza della vita e del suo imponente Destino, di cui le Dolomiti illuminate dal sole della sera erano come un commovente segno.

(Milano 1964: festa per la partenza di alcuni ragazzi di Cl per il Brasile. Foto Elio e Stefano Ciol).

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