Pubblichiamo una lettera ricevuta da don Davide Tonini, in missione a Città del Messico, dopo il sisma che ha colpito la città il 19 settembre scorso.

Carissimi,

come ben sapete, ieri all’una di pomeriggio abbiamo avuto un forte terremoto che ha raggiunto la città e fatto molti danni e vittime. Vi ringrazio per i tanti messaggi che ci avete mandato per sapere come stavamo; abbiamo recuperato solo adesso la corrente elettrica, per cui vi confermo che stiamo bene, anche i parrocchiani e gli amici del movimento. Le case della nostra parrocchia hanno retto tutte bene. Purtroppo ci sono state anche tante vittime, anche vicino a casa nostra.
Ci eravamo appena seduti al ristorante dove volevamo festeggiare i 20 anni di sacerdozio di Roberto. Eravamo in un centro commerciale vicino alla parrocchia, e sifamo usciti correndo, insieme alle molte persone presenti. Tornati a casa, abbiamo trovato alcuni danni per gli oggetti che sono caduti, quadri, libri e bottiglie di liquori, però la casa e la chiesa hanno retto bene.
Poi sono arrivate le notizie, attraverso WhatsApp, di danni più gravi a edifici vicini alla nostra casa. Una scuola elementare e media a un chilometro dalla parrocchia è crollata in gran parte, lasciando diversi studenti sotto le macerie. In quella scuola studiano due ragazzi della parrocchia. Siamo andati verso la scuola per avere notizie e vedere come dare una mano, la zona era recintata e abbiamo potuto solo portare alcuni medicamenti per i primi soccorsi. Sergio e Emilio, i ragazzi della Compagnia di San Juan Diego che studiano lì, sono riusciti a salvarsi e si sono addirittura fermati ad aiutare altre persone a uscire.
Stamattina Sergio ci ha raccontato la dinamica del crollo. E’ caduto l’edificio della scuola che conteneva uffici, teatro, laboratori. L’edificio adiacente, con tutte le classi e tutti i ragazzi, è rimasto in piedi; purtroppo, circa metà dei ragazzi stava uscendo dalle scale che connettevano l’edificio delle classi all’edificio dell’amministrazione, rimanendo così coinvolti nel crollo. L’altra metà, tra cui Sergio, hanno utilizzato le scale del lato opposto dell’edificio delle classi, e si sono salvati così.
Anche nel Tech di Monterrey, una delle università nel territorio della parrocchia, ci sono state vittime: sono caduti i ponti sospesi che univano gli edifici. Uno studente dell’università, nostro amico, ci ha raggiunti verso ora di cena, dopo aver passato il pomeriggio aiutando le persone ferite.
Abbiamo avuto un black-out di luce e telefono di venti ore, le notizie le abbiamo ricevute solo per radio, passaparola e qualche messaggio di WhatsApp che andava a singhiozzi.
Alle sette abbiamo celebrato la messa, pregando per chi ha perso la vita, è ferito o è ancora sotto le macerie. Le due chiese della parrocchia erano piene. Nella chiesa parrocchiale, Gianni ha potuto dare un messaggio significativo alle tante persone riunite, invitando a vedere anche questi avvenimenti così drammatici dentro la prospettiva dell’amore di Dio per ciascuno di noi.
So che già lo fate, vi chiedo comunque di unirvi alla nostra preghiera per le vittime e per quanti hanno perso i loro famigliari in questo terremoto.
Un caro saluto,
Davide
Città del Messico, 20 settembre 2017

davide tonini

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