• Alessio Cottafava
  • Stefano Don
  • Tommaso De Carlini
  • calle Diego Centeno 207, San Bernardo, Región Metropolitana Chile

La casa di San Bernardo è composta da tre sacerdoti… e da un pastore tedesco. I sacerdoti Alessio Cottafava, Tommaso De Carlini e Stefano Don. Alessio, 35 anni, sacerdote dal giugno 2016, è originario di Rio Saliceto (RE). Tommaso, brianzolo di 32 anni, è stato anch’egli ordinato a giugno. Stefano Don, friulano, è prete dal 2008. Wolf, il cane, ha due anni e si occupa della guardia.

San Bernardo è un Comune a sud-ovest di Santiago del Cile, e anche una diocesi a sé stante. La parrocchia Divino Maestro si trova al paradero, la fermata del bus 40 di Gran Avenida, una strada che taglia in verticale l’agglomerato urbano a sud di Santiago. In particolare, al paradero 40 c’è il santuario intitolato a Nostra Signora della Vittoria, che costituisce la chiesa più grande. A tre isolati dal santuario, c’è il tempio parrocchiale. Nel mezzo, la casa dei sacerdoti, al 207 della calle Diego Centeno. La parrocchia consta inoltre di altre quattro cappelle, ciascuna con una sua comunità: María de los Àngeles, Divina Providencia, Cristo Rey, N.S. di Lourdes.

Si tratta di un quartiere povero alla periferia della metropoli, caratterizzato da alti tassi di alcolismo, tossicodipendenza, analfabetismo. Molte le ragazze madri, tanti – purtroppo – i suicidi. Fino agli anni ’80, questa zona di San Bernardo era una baraccopoli, popolata da immigrati del sud che a poco a poco hanno innalzato muri e creato strade, fino a diventare parte della città. La Chiesa cattolica è una presenza rispettata e amata, che gode di uno spazio pubblico nutrito di processioni, feste, balli e altre manifestazioni di religiosità popolare.

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La decisione di aprire una casa nella diocesi di San Bernardo è frutto di un invito ufficiale rivolto alla Fraternità da parte del vescovo locale, Juan Ignacio González Errázuriz, che aveva incontrato alcuni responsabili del movimento di Cl. La calorosa disponibilità del vescovo si è accordata con la possibilità di creare una casa a poca distanza da quella già esistente di Puente Alto, con tutti i vantaggi in termine di possibilità di comunione e aiuto reciproco.

Don Stefano, insieme a don Alessandro Camilli, sono arrivati in Cile a fine estate 2013. Dopo alcuni mesi nella Casa di Formazione, si sono trasferiti a San Bernardo. Nel marzo 2014 sono entrati nella parrocchia alla presenza del vescovo. La stima del presule verso i sacerdoti si è tradotta in una vicinanza continua e in una presenza fisica nelle occasioni importanti, come la presentazione dei missionari al clero locale e la benedizione della nuova casa.

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Per i due nuovi missionari in Cile, il primo anno è stato di osservazione e conoscenza delle diverse realtà della parrocchia. Tra i momenti più significativi, l’incarico di cappellano di Edudown (una fondazione non profit che si occupa del sostegno a famiglie di bimbi e ragazzi affetti da sindrome di Down ), affidato a padre Stefano, la valorizzazione della mensa di solidarietà per i poveri e la proposta di un cammino per i giovani della parrocchia. In Edudown, don Stefano va due volte a settimana: si rende disponibile per i sacramenti e per l’assistenza spirituale, organizza incontri per i genitori e persino un seminario di cucina italiana. “Sono nati rapporti molti belli con alcune mamme – racconta -, è iniziata una catechesi di prima comunione per i loro bimbi che ha avuto come esito anche il riaffacciarsi di molte di loro alla vita cristiana”.

La mensa dei poveri (comedor solidario) era nata pochi mesi prima dell’arrivo dei preti, per iniziativa dei coordinatori laici della parrocchia, Lariza e Juan Neculman. “Nel 2010 – racconta Padre Alessandro -, il Cile fu colpito da un terremoto che, tra le altre cose, causò gravi danni alla chiesa parrocchiale. I coordinatori, insieme con altre persone della parrocchia, iniziarono a raccogliere fondi vendendo al mercato della zona cibi cucinati da loro. Ogni sabato, incontravano persone affamate. Pensarono allora di proporre mensilmente un pranzo per queste persone. Iniziarono nell’aprile del 2012 e arrivarono una cinquantina di persone. Il mese successivo erano settanta. Il pranzo divenne quindicinale, e poi settimanale. Nel frattempo, cominciarono ad arrivare aiuti dalla Caritas diocesana e da alcuni benefattori. Un ortolano del mercato donò la verdura, un panettiere il pane. Anche le scuole del quartiere presero a raccogliere alimenti”. Oggi la mensa serve 160 pasti a un centinaio di persone: “Molti chiedono il bis o si portano qualcosa a casa: sono poveri, anziani, alcolizzati, madri abbandonate dal marito”, prosegue Alessandro.

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Nella mensa lavorano oggi gratuitamente tre cuoche e cinque aiutanti. “E ai giovani della parrocchia abbiamo proposto, come gesto di caritativa ogni 15 giorni, di servire ai tavoli e fare compagnia agli utenti”. L’anno scorso è stato scelto anche il patrono: san Filippo Neri, che dava da mangiare ai bimbi poveri di Roma. Il rapporto con i giovani è un tratto distintivo della missione. La proposta di un cammino per i ragazzi dai 14 anni, fatto di incontri, passeggiate, caritative, giochi e film, è stata accolta positivamente e si è realizzata nel gennaio del 2015 a Chillán, nel sud del Paese: un campeggio estivo con una trentina di ragazzi. A San Bernardo già esisteva un piccolo nucleo di persone del movimento di Cl. Con loro, si sono stabiliti in breve tempo rapporti molto positivi, fioriti in un coinvolgimento nella parrocchia e nella proposta di una scuola di comunità per adulti.

Dal settembre 2016, don Alessandro Camilli si è spostato nella Casa di Puente Alto. A San Bernardo sono in forze don Tommaso e don Alessio.

  • Lorenzo Locatelli
  • Marco Aleo
  • Diego Garcia
  • Simone Gulmini
  • Alessandro Camilli
  • Federico Ponzoni
  • Ruben Roncolato
  • Beato Pedro Bonilli
  • Coimbra Norte 622, Puente Alto, Región Metropolitana Chile
  • +56 2 86 75 521
  • Sito web

Così si presenta Puente Alto a chi arriva: eleganti villette a schiera alternate a baracche dove la polizia ha qualche problema ad entrare. Campetti da calcio a ogni angolo e palestre di ballo. Bottegucce protette da inferriate, mercati polverosi e nuovissimi centri commerciali. Carretti a pedali, auto scassate, SUV con i vetri oscurati e una metropolitana strabordante di persone che attendono il loro turno nelle ore di punta. Scuole, scuole, scuole ovunque. Perché ci sono molti bambini e moltissimi ragazzi. Molte mamme, moltissime nonne, pochi padri. Sullo sfondo, la Cordigliera delle Ande, barriera insormontabile e insieme segno di una grande bellezza.

La parrocchia “Beato Pedro Bonilli” offre uno spaccato del cambiamento in atto in Cile: un Paese in crescita, che studia, lavora e inizia ad essere aggredito dal consumismo. Un Paese pieno di contrasti, dove il 70% degli abitanti si dichiara cattolico ma nel quale sono in crescita i gruppi evangelici, i mormoni e altre sette.

Puente Alto è un popoloso Comune nella parte sud-ovest della regione metropolitana di Santiago. Cresciuto negli anni della dittatura per volere di Pinochet, che vi spingeva molti dei suoi oppositori, ha una struttura urbanistica fatta per mettere insieme e nello stesso tempo separare: case piccole per famiglie numerose, stradine parallele, pochi luoghi d’incontro.

La parrocchia affidata alla Fraternità san Carlo è intitolata al beato Pedro Bonilli, per l’opera svolta nel quartiere dalle suore della Sacra Famiglia di Nazareth, un ordine fondato dal sacerdote italiano. Eretta nel 1997, è composta, oltre che dal tempio parrocchiale, da altre cinque cappelle: Familia de Nazareth, José Obrero, Emmanuel, Cristo Peregrino e Padre Hurtado. In tutto, serve circa 80mila abitanti. Ogni cappella, costruita con grandi sforzi dalla gente del posto, è come una piccola parrocchia, con una propria identità, una storia e un contesto preciso. Celebrare la messa – solo nel fine settimana sono 12 – è diverso in ciascuna di esse.

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L’arrivo dei sacerdoti della Fraternità a Puente Alto viene reso possibile dall’invito ufficiale fatto dall’allora vescovo di Santiago, Cardinal Francisco Javier Errazuriz, alla san Carlo, perché aprisse una casa nella sua diocesi. Nel 2006 arrivano don Martino De Carli e don Giuseppe Tamborini, che si inseriscono nella nuova realtà parrocchiale. Nei mesi successivi, a loro si uniscono altri tre sacerdoti: don Federico Ponzoni, don Marco Aleo, don Mario Grignani.

In seguito, anche don Daniele Dizione, don Michele Lugli e don Silvano Lo Presti rimarranno nella missione per periodi di diversa durata, lavorando principalmente in parrocchia e svolgendo compiti di insegnamento in varie istituzioni educative.

Attualmente, la casa è composta da don Lorenzo Locatelli (capocasa e viceparroco), don Marco Aleo (parroco e insegnante), don Diego Garcia (viceparroco e insegnante). Un romano, un siciliano e un messicano, che vivono insieme in una casa del Barrio Portugal, in una zona chiamata Ciudad del sol, “Cittá del sole”. Tutti e tre i sacerdoti sono coinvolti nella parrocchia, ciascuno con la responsabilità prevalente di due cappelle: a don Marco tocca il coordinamento globale. Marco e Diego insegnano anche in due istituti privati, il Patrona e il San Pablo Misionero, mentre Lorenzo è responsabile degli universitari di Cl di Santiago.

La presenza della Fraternità nella parrocchia e nel quartiere è solida, genera molte iniziative ma cura soprattutto la maturazione delle persone accompagnate dai sacerdoti nella fede, nella speranza e nella carità. Ai bambini e ai giovani sono dedicati gli sforzi principali: in ogni cappella si tengono le catechesi di prima comunione, di post-comunione (pre-juvenil) e di cresima (confirmación). Molti giovani della parrocchia, dopo aver seguito le catechesi, si coinvolgono loro stessi come catechisti e animatori, mossi dal desiderio di trasmettere ad altri ciò che hanno ricevuto. Alla fine del primo semestre e al termine dell’anno, viene proposta a tutti i ragazzi che si preparano alla cresima una vacanza (campamento) che diventa la proposta esigente di un cammino di fede realizzato attraverso la preghiera, il canto, i giochi e le iniziative culturali (cinema, teatro, libri, ecc). Ai ragazzi più grandi e responsabili, si propongono inoltre, nel periodo estivo, le missioni, una esperienza caratteristica del cattolicesimo cileno, reinterpretata dal carisma della Fraternità. I ragazzi passano una settimana in un villaggio rurale, vivono insieme e invitano la gente del posto a condividere la fede attraverso gli incontri, le testimonianze e la liturgia. Nata come occasione di comunicazione della fede, la missione diventa innanzitutto luogo di crescita per chi è invitato.
20111022 Peregrinación a Los Andes - 036Un altro aspetto caratteristico riguarda la catechesi per la prima comunione, che coinvolge non solo i bambini ma anche i genitori, con la conseguenza che molti adulti ritornano alla fede attraverso i figli. La vita della parrocchia comprende anche catechesi per adulti, incontri specifici per genitori, vacanze per famiglie e una pastorale sociale di assistenza ai poveri e bisognosi.

Ci sono poi tre iniziative specifiche: la semana bonilliana, sette giorni di festa e incontri culturali durante le vacanze di inverno, che in Cile cade a luglio; il sito Internet amigosesdecirtestigos, una miniera di testimonianze e di spunti per arricchire la vita di fede; la colonia urbana, ultima nata, versione cilena del centro estivo che offre ai bambini del quartiere, il cui unico orizzonte è spesso la strada, la possibilità di incontrare la vita cristiana attraverso giochi, canti e gite. Nell’estate del 2015, la colonia urbana ha coinvolto 40 animatori e 150 bambini, suscitando l’attenzione del quartiere e gli elogi del vicario zonale.

Da segnalare, le vocazioni femminili nate negli ultimi anni nell’ambito della parrocchia: una nelle Missionarie di san Carlo, una nelle monache trappiste di Quilvo.

Particolarmente significativa è la relazione tra parrocchia e movimento di Cl: a Puente Alto, la prima è il luogo privilegiato dove incontrare il carisma di Comunione e liberazione che, se da un lato informa l’identità personale e l’impostazione educativa dei sacerdoti, dall’altro diventa per alcuni parrocchiani luogo di approfondimento della fede, attraverso la scuola di comunità e le caritative.

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