Allo stand della Fraternità San Carlo presso la Fiera di Rimini, la parabola del grano e della zizzania. Proponiamo un articolo dal Quotidiano Meeting.

Grano o zizzania? La scelta della maglietta verde, la prima, o nera, la seconda, con logo e scritte a colori invertiti, omaggio a quanti sottoscrivono un abbonamento alla rivista della Fraternità sacerdotale dei missionari di San Carlo Borromeo, sembra propendere decisamente verso quella con l’erba cattiva che non per il seme buono della parabola evangelica. Umiltà o tracotanza da parte dell’imprevedibile e variopinto popolo del Meeting? Difficile dirlo, forse meglio optare per l’autoironia di quanti non sono completamente digiuni di immagini bibliche. Ma la parabola che quest’anno è stata scelta dai preti e dalle missionarie nati dal carisma di don Giussani per illustrare il tema della quarantesima edizione non è che l’ultima conferma di un fatto da tempo evidente agli occhi di tutti i visitatori di Rimini: lo stand che sorge tra i padiglioni C3 e C5 è un luogo di passaggio e di incontri ricchi di continue scoperte. Non soltanto per il fitto palinsesto di testimonianze di giovani sacerdoti da tutto il globo a ogni ora del giorno o perché parenti e amici così hanno finalmente l’opportunità di salutare da vicino, per qualche istante, i loro cari seminaristi e le loro care novizie. Non è un’autoreferenzialità che si respira in quello spazio.
“Perché Dio permette il male? Non possiamo capirlo se non guardando alla croce di Cristo”, spiega uno di loro commentando la mostra. “Noi diventiamo ciò su cui fissiamo lo sguardo – aggiunge un collega – e lo sa bene anche il Diavolo che con le sue promesse vuole sostituirsi a Dio”. Ecco la radicale alternativa alla
pretesa di autonomia che si staglia con forza di fronte agli occhi e alle orecchie dell’uditorio: “l’imitazione del dono di Gesù sulla croce” che salva la vita dell’uomo. Uno spettacolo della libertà dell’io di fronte alla libertà di Dio che del grano e della zizzania dice: “Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura” (Mt 13,24-30). Perché chi si accanisce di sua sponte contro la zizzania rischia soltanto di strappare insieme le radici del grano. “Fuor di metafora significa che la lotta tra il bene e il male si gioca nel cuore dell’uomo”, conclude la guida. Con una spettacolare apertura finale: “Persino del male Dio fa uno strumento attraverso cui rivelare la sua misericordia”.
Questo è il respiro che può sperimentare chi passa sostando di fronte allo stand della San Carlo, una presenza che vive questa opportunità con responsabilità e come occasione di incontro e missione.
“Possiamo proporre a tutti quello che studiamo”, ci dicono, e al tempo stesso “ricordarci che siamo figli di una storia più grande”.

Pubblicato su Quotidiano Meeting #4 ANNO 40 – mercoledì 21 agosto 2019 pagina 13.

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