Da Lisbona, un nuovo inizio

Durante la GMG, le parole di papa Francesco e l’esperienza di un’amicizia autentica diventano un nuovo punto di partenza per i ragazzi della parrocchia di Bad Godesberg

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I ragazzi della parrocchia di Bad Godesberg in cammino per le vie di Lisbona durante la GMG.

“Spero, e credo fortemente, che l’esperienza che molti di voi vivranno a Lisbona nell’agosto dell’anno prossimo rappresenterà un nuovo inizio per voi giovani e – con voi – per l’umanità intera”. Questo era l’augurio del Papa nel suo messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù. 

Le aspettative dei ragazzi venuti con noi a Lisbona sono le più diverse: per Claudia è un vero e proprio regalo, ricevuto da amici e parenti in occasione della cresima; in realtà, non sa esattamente cosa aspettarsi. Sicuramente il suo desiderio più grande è rivedere gli amici di Gioventù studentesca, che purtroppo abitano tutti lontano da Amburgo dove vive con la sua famiglia. 
Per Martina e Philipp è un obbligo. Sono stati costretti dalle loro mamme, preoccupate del momento difficile che stanno vivendo. Quindi non sono partiti proprio entusiasti. 
Thomas, che vive in una casa di accoglienza insieme ad altri ragazzi, vuole al contrario venire a tutti i costi. Nonostante diverse persone si siano offerte di aiutarlo economicamente, ha voluto pagare tutto il viaggio di tasca propria con i soldi guadagnati e risparmiati nel suo primo anno di apprendistato.
Alexandra e Sophia hanno lasciato il gruppo con cui si erano inizialmente iscritte pur di venire insieme a noi. Nell’ultimo periodo hanno iniziato a frequentare la compagnia di giovani che si è formata nella nostra parrocchia di Bad Godesberg. Non avendo ancora compiuto 14 anni, sono le ragazze più giovani del variegato gruppo che don Riccardo, Emanuele e io abbiamo accompagnato alla Giornata Mondiale della Gioventù. Per la maggior parte sono ragazzi della nostra parrocchia, ma si sono aggiunti anche alcuni ragazzi di Gioventù studentesca. Non tutti sono tedeschi. Vengono anche dal Belgio, dal Lussemburgo, dall’Ungheria e dalla Svizzera. Infine sono venuti con noi anche alcuni universitari che ci hanno aiutato a guidare il gruppo.

Il nostro viaggio non è diretto. Sono tante le tappe sulla strada per Lisbona: Reims, Lourdes, Barcellona, Avila e infine Fatima. La bellezza mozzafiato della Sagrada Familia e della cattedrale di Reims, l’incontro con Gaudì e Santa Teresa d’Avila, la presenza tangibile di Maria a Lourdes e a Fatima, ci hanno preparato a vivere più intensamente l’incontro con il Papa.

“Non sono sola nel credere!”: l’intuizione di una ragazza esprime l’esigenza che tutti abbiamo di non essere soli nella fede

Sapevamo fin dall’inizio che avremmo incontrato tantissime persone. Ma quando siamo arrivati a Lisbona, l’impatto con questa folla festante è stato grande. Vedere tutte quelle persone riunite da un solo motivo, da una sola persona, Cristo, ha provocato i nostri ragazzi. “Non sono sola nel credere!”: questa intuizione di una ragazza esprime un’esigenza molto vera che abbiamo tutti, il bisogno di non essere soli nella fede. Ancora di più, è la promessa di ciò che Dio ci vuole donare in pienezza attraverso suo Figlio: liberarci dalla solitudine e regalarci la comunione con lui. “Gesù, con la sua tenerezza, asciuga le nostre lacrime nascoste. Gesù spera di riempire, con la sua vicinanza, la nostra solitudine. […] Lui è lì, Lui vuole colmare questa solitudine”.

Penso però che le parole più belle che il Papa ha indirizzato ai giovani siano quelle che ha detto giovedì durante la cerimonia di apertura: “Voi non siete qui per caso.  […] Al principio della trama della vita, prima dei talenti che abbiamo, delle ombre e delle ferite che portiamo dentro, siamo stati chiamati. Siamo stati chiamati, perché? Perché siamo amati. Siamo stati chiamati perché siamo amati. È bello! Agli occhi di Dio siamo figli preziosi, che Egli ogni giorno chiama per abbracciare e incoraggiare; per fare di ciascuno di noi un capolavoro unico e originale; ognuno di noi è unico, è originale, e la bellezza di tutto questo la possiamo intravedere”. 

Uscendo dalla Sagrada Familia, un giovane ha detto: “Se questo è quello che può nascere quando uno prende sul serio la propria vocazione, anche io desidero scoprire la mia! Desidero scoprire la mia vocazione affinché la mia vita diventi grande e bella, un capolavoro come questa cattedrale”.

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