Penso proprio di doverci andare

Dalla Corea, al Canada, a Roma, seguendo l’unico filo della vocazione. Ecco la storia di Andrew Lee, ordinato sacerdote il 24 giugno

Andrew Lee, 30 anni, originario della Corea del Sud e cresciuto in Canada, vive nella casa di Budapest (Ungheria). Nella foto, dopo l’ordinazione diaconale (luglio 2022).

Gennaio 2013. Avevo 21 anni e frequentavo il secondo anno di filosofia nel seminario diocesano di Vancouver, in Canada. Come di consueto, un sacerdote fuori dalla diocesi era venuto a tenere gli esercizi spirituali per noi. Quell’anno, a predicare il ritiro era stato invitato don Vincent Nagle, che rimase con noi una settimana, affrontando il tema: «Se Gesù è la risposta, qual è la domanda?»
Era il mio settimo anno in seminario – avendone trascorsi cinque nel seminario minore prima di continuare il cammino nel seminario maggiore – e sentivo un forte desiderio di partire per la missione. Per questa ragione, durante gli esercizi spirituali, sono andato a conoscere don Vincent. Dopo un breve scambio di parole, gli ho chiesto: “Don Vincent, durante l’estate vorrei andare in missione, ma non saprei dove… Come posso capirlo?” “Andrew”, mi ha risposto, “è molto semplice. Devi chiederlo a Gesù. Non devi solo chiedere, devi mendicare. Io ci ho provato e funziona!” In quel momento, ho fatto un’esperienza strana. Ho visto Gesù – non il Gesù con i cappelli lunghi con la barba, gli occhi marroni sorridenti – ma ho percepito la sua presenza in maniera inconfondibile. Il pensiero che correva nella mia testa è stato: Dio esiste, si può incontrare veramente, e se don Vincent mi ha fatto incontrare Dio, voglio andare nel luogo dove lui è stato formato. “Don Vincent, ma da dove vieni?” gli ho chiesto. “Io appartengo ad un gruppo di missionari che si chiama Fraternità san Carlo. Abbiamo il seminario a Roma; se ti interessa puoi provare a capire se è il posto giusto anche per te”.

Ho incontrato un prete che mi ha fatto vedere Gesù e io voglio essere un sacerdote che mostri il volto di Cristo agli altri.

Quella sera, ho chiamato i miei genitori per raccontare loro come stava andando il ritiro. “Sì, sì, tutto bene… sentite, ho incontrato questo prete missionario e mi ha detto che hanno il seminario a Roma. Penso proprio di doverci andare.” “Ma… che cosa stai dicendo?”, mi ha risposto mia madre. “Da tanto tempo stai studiando per diventare prete diocesano, tutti i tuoi amici sono qua, e pure la famiglia. Se vuoi veramente fare una vita religiosa, perché non consideri il monastero benedettino di Vancouver o un’altra comunità con una più lunga tradizione?” In effetti, almeno apparentemente, non aveva tutti i torti… Eppure, il mio ragionamento mi sembrava giusto: “Ho incontrato un prete che mi ha fatto vedere Gesù e io voglio essere un sacerdote che mostri il volto di Cristo agli altri. Quindi, anche se so che devo lasciare praticamente tutto quello che ho adesso, devo andarci, per verificare se la Fraternità san Carlo è dove Dio mi vuole”.
In realtà, ci sono poi voluti quasi due anni perché questa decisione si concretizzasse.
Dopo quell’incontro, infatti, ho scritto al rettore della Casa di formazione a Roma, manifestando il mio desiderio di entrare nella Fraternità. Don Francesco mi ha invitato gentilmente a contattare il responsabile della San Carlo in Nord America, il quale mi ha rimandato ad un altro sacerdote… E da lui, finalmente, ho potuto ricevere qualche risposta alle mie domande. Don Pietro mi ha detto: “Bene, bene… ma tu conosci il movimento di Comunione e Liberazione? La nostra Fraternità appartiene al Movimento e non si può essere sacerdoti della San Carlo senza appartenere al Movimento.” “Ah”, gli ho risposto. “Non so niente di Comunione e Liberazione”. “Allora, questo è il punto da cui devi partire.”
Nel giugno 2015, sono entrato nella Casa di formazione a Roma. Nei due anni precedenti sono entrato in contatto con la comunità di CL in Canada, ma è stata l’appartenenza alla Fraternità san Carlo che mi ha introdotto sempre più pienamente alla vita del Movimento.

In questi otto anni di formazione, ho scoperto che tutto nasce dal primo incontro. Anno dopo anno, mi è diventato sempre più chiaro il perché Dio si è rivelato a me in maniera eclatante ormai dieci anni fa. Fino al 24 giugno, quando si chiarirà in modo definitivo la ragione profonda del mio incontro con Vincent e di ciò che ne è nato: essere ordinato sacerdote della Fraternità san Carlo, per continuare a custodire il mio primo desiderio, quello di far vedere il volto di Cristo a tutti coloro che incontro.

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