Come tutte le cose meravigliose, anche questa è iniziata con tanta discrezione, al punto che era proprio difficile accorgersene. Una parrocchiana del Movimento ci ha raccontato che l’anno precedente, intorno alla solennità di Ognissanti, e quindi intorno ad Halloween, il parroco del suo paese di campagna aveva fatto una messa alla quale aveva invitato tutti i bambini nel costume del santo preferito. Alla messa aveva poi fatto seguire una festa in oratorio.
Oltre al fatto che l’idea ci era piaciuta, l’insistenza della mamma ci ha portati a realizzare quest’anno una cosa simile. Abbiamo invitato alla messa di Ognissanti i bambini nei costumi dei santi preferiti. Non è stato un problema. Tra i santi ci sono un sacco di principesse, cavalieri e re, che autorizzano a portare una spada; e comunque anche i bimbi piccoli sentono la vicinanza del santo che porta il loro nome. Perciò sono venuti in tanti.
I santi ci accompagnano, che la loro presenza cambia la vita, se solo gliene diamo l’opportunità.
Dopo la messa, siamo andati nella casa parrocchiale per festeggiare in un modo molto semplice. Bevande e hot-dog per tutti, qualche gioco per i bambini, un momento di parola per gli adulti. Ma io sono stato quasi folgorato da una scoperta. Halloween non mi attirava, mi sembrava noioso. Gira sempre intorno a un paio di immagini: il ragno, il pipistrello, la zucca, lo scheletro, la strega, fino a non poterne più. Qui invece si apriva un mondo che era tutto tranne che ripetitivo, noioso, brutto. Un mondo di bellezza straordinaria, senza limiti. In una parola, il mondo dei santi.
Un momento come questo è sempre un segno. Io ho capito che i santi ci accompagnano, che la loro presenza cambia la vita, se solo gliene diamo l’opportunità, e cambia il nostro sguardo su tutto e su tutti. Noi siamo qui per vedere questi segni.