Partecipare della Bellezza

Giovani africani, indiani e inglesi dalla periferia di Southampton: il Meeting di Rimini svela loro una bellezza che li fa rinascere.

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Un momento di testimonianza allo stand della Fraternità San Carlo al Meeting di Rimini 2025

Venerdì 22 agosto, ore 11. Tre ragazze africane, due indiani, un filippino e una ragazza inglese, accompagnati da un prete italiano, varcano l’ingresso del Meeting di Rimini la grande kermesse estiva organizzata da Comunione e liberazione. Potrebbe sembrare l’inizio di una barzelletta, eppure è quanto accaduto qualche settimana fa. Infatti quest’anno, per la prima volta, abbiamo organizzato un viaggio al Meeting, per i giovani della nostra parrocchia inglese di Eastleigh, paese della periferia nord di Southampton. 

Nei mesi precedenti la partenza, avevo provato ad anticipare ai ragazzi quello che avrebbero trovato; ma credo che nessuno di loro avesse realmente realizzato la grandezza e la bellezza di quel luogo, costruito dal popolo di Cl. L’impatto con le centinaia di migliaia di persone in fiera, gli incontri, le mostre, i volontari, le nuove amicizie con gli universitari (e il cibo italiano…) è stato magnifico. Da quando li conosco, non avevo mai visto questi giovani così contenti e sinceramente impressionati. La loro gioia era palpabile: dalle cose più grandi, come assistere a una messa con migliaia di persone, alle cose più semplici, come vedere segnata sulla mappa del mondo la piccola cittadina di Eastleigh allo stand della Fraternità san Carlo. Per questo motivo, una volta tornati in Inghilterra, ho chiesto loro di scrivermi un paio di righe rispetto a quanto vissuto al Meeting.

Nessuno di loro aveva realmente realizzato la bellezza di quel luogo

Pensando alle loro storie, alcune complicate e piene di dolore, le parole che mi hanno lasciato assumono un significato ancora più grande. Amanda ha scritto: «Il viaggio in Italia è stato incredibile, bello e pieno di scoperte. La cosa più importante è che mi sono innamorata del Meeting di Rimini, in particolare delle mostre. Le mie preferite sono state quelle su san Carlo Acutis e san Francesco. Una citazione meravigliosa che ho preso dalla mostra su san Francesco è: Trovare cosa mi rende felice nella vita / che cosa può rendere la vita bella?. Questo mi ha fatto imparare ad amare la bellezza delle cose piccole, come la bellissima serata di canti con i ragazzi dell’università di Milano». Queste invece sono state le considerazioni di Paige: «Visitare l’Italia è stata un’esperienza magnifica. Poter andare al Meeting di Rimini è qualcosa che non dimenticherò mai: imparare da così tante esperienze, santi e prospettive, è stato incredibile. Quello che mi è piaciuto di più è stato capire che tutti abbiamo un posto. Anche le persone più ordinarie, anche chi commette errori, possono fare cose straordinarie e ispirare tante altre persone. È stato bellissimo conoscere nuovi amici e creare con loro grandi legami. Qualsiasi posto abbiamo visitato, abbiamo incontrato e imparato qualcosa da qualcuno».

Probabilmente, una delle cose più belle me l’ha scritta Alicia: «Un momento fondamentale è stato cantare sui gradini del Meeting di Rimini con i ragazzi universitari. Ho pensato che era bellissimo come tutti spontaneamente si fossero messi assieme a cantare e ballare. Una canzone mi ha fatto piangere: penso che il titolo fosse Gente di mare. Semplicemente perché era così bello che tutti stessero cantando assieme mentre alcuni ci mostravano le parole. Mi sembrava proprio che fosse quello, il vero senso della vita».

Il titolo del Meeting era: In luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi. Nell’aridità di proposta che regna nella società inglese, questi ragazzi hanno sperimentato, nelle giornate riminesi, la bellezza che viene dall’incontro con Cristo. Una bellezza talmente grande che ha suscitato in loro il desiderio di farne parte attraverso il gruppo Awake My Soul che inizieremo quest’anno in parrocchia. Così come ha ben esplicitato Simon, quando mi ha detto: “Father Matteo, l’anno prossimo dovremmo tornare per fare i volontari!”.

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