Tutto ci interessa

Fisica nucleare, Bruce Springsteen, Dante: un sabato sera al mese, in casa delle missionarie a Grenoble, decine di persone vengono «a scatola chiusa».

Grenoble Risvegliare le domande
Una cima tra le montagne nei pressi di Grenoble.

Dal 2021 un sabato sera al mese le porte del salone al piano terra della nostra casa si aprono per accogliere amici di varie provenienze: giovani, parrocchiani, studenti, sacerdoti della diocesi, atei, colleghi del liceo, membri della comunità di Comunione e liberazione, amici di amici, gente sola e noi suore. Tutti riuniti per partecipare a una “serata culturale”, cioè a un intervento di un’ora circa su un tema, con possibilità di porre domande e dialogare, per poi finire con un dolcetto e due chiacchiere informali.

Tutto comincia per noi durante il Covid, con alcuni amici dottorandi e giovani lavoratori di Cl, costretti a passare il lockdown, ognuno nel proprio monolocale di 20m2, a Grenoble. Abbiamo organizzato dei collegamenti video dove ciascuno a turno ha presentato agli altri un tema che lo appassionava. Usciti dal lockdown, li abbiamo invitati a vedersi a casa nostra con più regolarità. Il gruppo all’inizio era piccolo, la proposta è nata quasi senza rumore, ma è cresciuta con così tanta gratuità sotto i nostri occhi che siamo state noi le prime ad esserne stupite. Oggi ci sono quasi sempre tra 25 e 40 persone, a volte di più, raramente meno. “Anche se non annunciate prima il tema della serata, la gente viene a scatola chiusa” ci ha fatto notare un amico.

La fede giudica tutto, valorizza il bene, illumina il male.

In questi anni ci siamo ritrovati ad ascoltare insieme presentazioni su “Grenoble ai tempi del Medioevo”, “La lingua ebraica”, “Il paese del Salvador”, “Uno spettacolo di teatro in diretta”, “l’architettura”, “Il Sacro Speco di Subiaco”, “La fisica nucleare”, “La letteratura di Marcel Pagnol”, “Flannery O Connor”, “I fumetti come genere letterario”, “Bruce Springsteen”, “La musica barocca”, “Beatrice e la Madonna in Dante”, “Il parapendio”, “Il mistero della matematica”, “La filosofia”, “La Rosa Bianca”, “Jérôme Lejeune”, “La Cenerentola di Rossini” e altro ancora.

Ma che cosa può accomunare temi così diversi tra loro? E ancora, che cosa può radunare insieme persone così diverse? Da don Giussani abbiamo imparato che c’è un principio capace di spiegare tutto: la persona di Gesù Cristo. Il Verbo si è fatto carne. Il senso di tutto si è fatto carne. Per questo davvero tutto ci interessa, perché tutto ci può parlare di Dio e tutto ci può parlare del cuore dell’uomo che è fatto per Dio. Questo spiega l’invito di san Paolo: Vagliate tutto e trattenete ciò che vale. Niente è estraneo a Cristo e niente ci è estraneo. Ed è bello poter scoprire tutto questo insieme. Non cominciamo mai una serata senza riporre la domanda: perché facciamo questo, perché siamo qui? E senza ridarci questa risposta.

Non abbiamo misurato da subito la direzione controcorrente che stavamo prendendo qui in Francia con questa proposta delle serate culturali: in un contesto dove la religione ha il suo campo ben circoscritto, spirituale e morale, cosa ha da dire il cristianesimo sul mondo, sulla bellezza, sulla politica? E se ha qualcosa da dire, può farlo? Di fatto, un sabato sera al mese ci ritroviamo per scoprire che sì, la fede è capace di giudicare tutto, di valorizzare il bene, di illuminare il male, di incontrare tutti.

Nel giugno 2024 abbiamo desiderato proporre non solo una serata, ma una giornata insieme per salutarci prima delle vacanze: visita della Grenoble medievale, un grande gioco per tutti, cena e testimonianza. Abbiamo associato all’invito la citazione di Eliot: “Che vita avete, se non avete vita insieme?” È stata una rivelazione. Che ci ha portate alla terza edizione quest’anno (questa volta di tre giorni insieme). Per noi non si possono separare vita, Chiesa, amicizie di lunga data e nuove, cultura, pasti, giochi, bellezza. Ma non è vero solo per noi, lo è per tutti. Una collega del liceo, tornata a casa dopo i tre giorni insieme, ci ha scritto: “Ogni volta che esco da casa vostra mi sento ispirata e nutrita culturalmente. C’è una parte di me che trascuro facendomi prendere dal lavoro e dalla vita; sento invece, quando partecipo a queste serate, che sono affamata di questa conoscenza nobile”. Benedetta sia questa fame!

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