«Hai dilatato il mio cuore»

La vita cristiana come imitazione di Cristo e apertura totale del cuore. Una meditazione di don Donato Contuzzi, Vicario Generale.

Contuzzi copertina 11
Canti e balli durante una convivenza di universitari di Nairobi (Ol Moran, Kenya).

Il cuore è il centro dell’uomo e definisce la statura della persona in quanto porta in sé il desiderio dell’infinito, cioè di Dio. Questo è ciò che tutti noi abbiamo imparato e continuiamo a imparare vivendo la vita della Chiesa, riascoltando le parole di don Giussani, implicandoci lì dove siamo con le persone che ci sono date.

Non sempre però riusciamo a comunicarlo. Quando ero in missione a Taiwan, i miei confratelli più “anziani” mi hanno raccontato spesso un episodio in cui, proprio parlando dei desideri del cuore, una nostra amica e parrocchiana aveva detto, più o meno: “Sono molto grata a don Giussani e al Movimento perché, da quando sono con voi, ho capito che il mio cuore è piccolo e deve esserlo sempre di più, per accontentarsi delle piccole cose di ogni giorno”. Ovviamente, i miei fratelli erano rimasti basiti da queste parole: a prima vista, sembrano essere il contrario di ciò che vogliamo vivere e comunicare.

Gesù continua ad attirarci a sé, ai suoi sentimenti, alle sue sofferenze e alle sue gioie, attraverso la vita della Chiesa.

C’è un salmo che mi colpisce ogni volta che lo leggo. Dice: Corro per la via dei tuoi comandamenti, perché hai dilatato il mio cuore (Sal 118,32). Il cammino cristiano è infatti un progressivo allargamento del cuore, della ragione – direbbe Benedetto XVI –, dello sguardo su di sé e sul mondo. Non si tratta però di un ampliamento dello “schermo”, di un’aggiunta di informazioni o nozioni. È piuttosto il cambiamento del punto di osservazione. La vita cristiana è immedesimazione continua con Cristo, un innalzamento del nostro punto di vista sulla realtà. Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù (Fil 2,5), scrive san Paolo alla comunità di Filippi.

E come avviene questo, oggi? Gesù continua ad attirarci a sé, ai suoi sentimenti, alle sue sofferenze e alle sue gioie, attraverso la vita della Chiesa.

Qualche giorno fa ho avuto l’occasione di partecipare alla recita del Rosario in piazza san Pietro, insieme a papa Leone XIV, per invocare il dono della pace. In quei momenti, pur essendo in un punto preciso e circoscritto della terra, abbiamo abbracciato tutto il mondo. Corro per la via dei tuoi comandamenti, perché hai dilatato il mio cuore: mi tiri fuori dai miei piccoli pensieri per restituirmi la grandezza con cui mi hai pensato e alla quale sono destinato.

Il mese di novembre si apre ogni anno con la solennità in cui celebriamo la comunione di tutti i Santi. La Chiesa militante ci aiuta ad alzare lo sguardo verso quella trionfante, allargando il nostro cuore e innalzandolo fino al Cielo. O meglio, ci aiuta a cercare il Cielo o un suo riflesso dentro l’istante.

L’infinito si trova in ogni circostanza finita della storia personale, perché in essa abita il Mistero.

Forse ciò che quella parrocchiana di Taipei voleva dirci era proprio questo: è possibile trovare l’infinito in ogni circostanza finita della storia personale di ognuno, perché in essa abita il Mistero.

Don Giussani rincara poi la dose dicendo che non solo è possibile, ma è necessario, e ciò avviene attraverso la vita della Chiesa: “Bisogna pensare al mondo intero, bisogna preoccuparsi del cristianesimo in Africa e in Asia e non solo affaccendarsi intorno alle disubbidienze e alle mancanze di ogni giorno. L’uomo si rassegna al particolare esclusivamente se quel particolare a lui si palesa come realizzazione di un universale. Soltanto il grande, soltanto il totale, soltanto il sintetico rassegna l’uomo all’umiliazione dell’analisi e del particolare. Se uno ha dentro il senso del mondo, allora può riuscire a stare in gabbia per tutta la vita con la grandiosa serenità della monaca di clausura”.

Contenuti correlati

Vedi tutto
  • Testimonianze

Una storia vera

Da Gudo Gambaredo a Venegono, un seminarista si scopre grato nell'incontro con i testimoni degli inizi del Movimento.

  • Francesco Zannini
Leggi
  • Meditazioni

Cristo è presente

Chiamati ad arrenderci alla presenza fisica di Dio. Una meditazione sul tempo di Natale.

  • Massimo Camisasca
Leggi
  • Testimonianze

Il mondo in piazza Vittorio

A due passi dalla stazione Termini si incontrano tutte le culture del mondo. C’è anche il parroco di Sant’Eusebio ad accogliere chi bussa alla porta.

  • Maurizio Pirola
Leggi