La strada che conduce a Lui

Siamo chiamati a costruire nel cantiere di Dio, seguendo il Pastore. Come nelle reducciones gesuite.

COPERTINA giugno 26 ordinazioni
Novelli sacerdoti e diaconi durante la festa per le ordinazioni della Fraternità san Carlo (Roma, giugno 2025).

Nel XVII secolo, i padri gesuiti inviati in missione in Sud America diedero vita al famoso fenomeno delle reducciones. Si trattava di piccoli villaggi sorti nel mezzo della selva che, nel tempo, si sviluppavano attorno a una grande piazza davanti alla chiesa. I tre lati liberi andavano popolandosi di case per gli indigeni Guaranì, aule per le scuole o per i laboratori di mestieri, altri spazi per lo sviluppo di una vita bella, cioè ordinata da Dio e verso Dio.

Visitando quei luoghi, colpisce la bellezza delle costruzioni fatte di pietre spesso scolpite con immagini tratte dalla natura o dalla Sacra Scrittura, l’intelligenza con cui sono state edificate, il significato che ne traspare.

I padri missionari invitavano le varie tribù a costruire insieme quei luoghi, per la gloria di Dio e per il bene delle persone. Erano luoghi in cui i Guaranì si sentivano custoditi e protetti da coloro che volevano farli schiavi. Mentre nell’appartenenza alla comunità cristiana essi vivevano una vita bella e libera.

Le diverse storie nascono dall’unica voce di Dio che chiama ciascuno alla Sua conoscenza

Le reducciones sono un’immagine sintetica della bellezza della Chiesa: un popolo chiamato da Dio a costruire il suo Regno nel quale ogni uomo, sostenuto dagli altri, dà il suo contributo secondo una strada unica e personale, ritrovando in questo dono di sé la realizzazione dell‘esistenza. 

Questo è il significato della parola vocazione, il termine che più di tutti, come disse don Giussani, definisce la vita dell’uomo.

In queste pagine, ci sono storie diverse che però nascono da un unico punto, anzi, dall’unica voce di Dio che chiama ciascuno alla Sua conoscenza attraverso tanti incontri, tante voci, tanti fatti che nel tempo prendono una forma stabile, come quella del matrimonio o della verginità. 

Certo, in ogni storia vocazionale possono esserci momenti di instabilità, di fatica o addirittura di incertezza. Ma sono situazioni che possono convertirsi in istanti di grazia, se ci si lascia aiutare e guidare per arrivare a una scoperta più profonda della fedeltà di Dio. È come quando ci si trova in un mare agitato: occorre immergersi più a fondo per ritrovare quella stabilità che ci permette di continuare a nuotare, di avanzare.

La vocazione nasce sempre da un’attrattiva per qualcuno. Papa Leone, lo scorso 26 aprile, ha scritto che in realtà «è il Pastore che affascina: chi lo guarda scopre che la vita è davvero bella se lo si segue». Magari all’inizio non si ha questa consapevolezza, ma nel tempo ogni attrattiva umana ci porta, o dovrebbe farlo, alla sua origine divina, a Cristo, il Pastore bello.

Ogni forma vocazionale è allora la strada che ci conduce a Lui, a «partecipare della Sua vita, condividere la Sua missione, splendere della Sua stessa bellezza», come di nuovo ha detto il papa.

«È il Pastore che affascina: chi lo guarda scopre che la vita è davvero bella se lo si segue»

Mi capita sempre più spesso di stupirmi profondamente di fronte allo spettacolo di giovani, famiglie e consacrati che spendono tutta la loro vita per Cristo. In loro, si percepisce davvero una bellezza di cui sono soltanto portatori, a volte inconsapevoli. Anzi, di norma è proprio così, perché se c’è una caratteristica che accomuna tutti i santi è il non accorgersi di esserlo.

Ogni vocazione è un dono, sia per chi la vive che per chiunque ne partecipi, perché ogni uomo donandosi a Cristo si dona alla Chiesa e la edifica, vivendo la propria forma vocazionale secondo la storia personale, offrendo se stesso.

Così ogni particolare delle nostre giornate può essere vissuto come una pro-vocazione, come qualcosa che ci permette di aggiungere un mattone alla grande opera di Dio.

Come accadeva ai Guaranì, il Signore, coinvolgendoci nel suo “cantiere”, riconduce – una parola che in latino suona come reducere, da cui deriva il termine reducciones – l’umanità a sé, volto per volto, storia per storia, attraverso un cammino che sarà compiuto alla fine del tempo, quando Dio sarà tutto in tutti.

Contenuti correlati

Vedi tutto
  • Testimonianze

Acquistare finalmente tutto

Dall’Emilia al Messico passando per Roma: la storia di Giovanni Ferrari, che sarà ordinato sacerdote il prossimo 27 giugno.

  • Giovanni Ferrari
Leggi