Da due anni siamo presenti nella parrocchia di Karlín, uno dei quartieri più vivaci e in rapida trasformazione di Praga. Io sono l’amministratore e don Marek il viceparroco. Don Stefano, che segue un’altra parrocchia, ci dà una mano quando c’è bisogno.
La nostra chiesa è tra le più belle della città. Dedicata ai santi Cirillo e Metodio, è stata ultimata nel 1863, a mille anni dall’arrivo in Moravia dei due grandi “apostoli degli Slavi”. Anche per le sue dimensioni, è un punto di attrazione per i tanti che passano dalla piazza. Aperta dalle 8 alle 19 per decisione del parroco che ci ha preceduto, quasi tutto il giorno c’è qualcuno che si ferma a pregare: mamme con i bambini, impiegati delle tante corporations presenti nel quartiere, credenti e non che sentono il bisogno di immergersi nel silenzio della nostra chiesa. Ogni tanto, la sua bellezza e la sua accessibilità spingono qualcuno a contattarci, a volte solo per curiosità, altre volte per un colloquio spirituale o per i sacramenti.
È in nostro compito: mostrare che la Chiesa è una casa dove Dio si fa prossimo
Cerchiamo di trasmettere alla gente che incontriamo l’amore alla Chiesa che abbiamo imparato nel movimento. Così Josef, che era indeciso se farsi battezzare o meno, che iniziava un corso e regolarmente lo interrompeva, ha iniziato anche da noi. Sarà battezzato a Pasqua, dopo una preparazione di due anni, assieme ad altri quattro adulti. Qualche giorno fa mi ha detto che adesso partecipa alla vita della sua parrocchia: ha scoperto che l’amicizia è parte importante della vita di fede e sta cercando di superare la sua innata timidezza.
Zuzka si è innamorata di Gesù leggendo i vangeli ma è scandalizzata dalle regole che la Chiesa propone: per lei, sono un grosso ostacolo al rapporto personale con Cristo. È indecisa se lasciarsi battezzare come cattolica. I colloqui con lei sono belli e drammatici: io posso testimoniarle soltanto che per noi la Chiesa è innanzitutto madre e che per questo guardiamo con fiducia a quanto ci propone.
Radek era stato battezzato alla nascita ma non aveva mai messo piede in chiesa. Simpatizzante degli ambienti LGBT, ha visto poi a quali danni può portare lo sfruttamento ideologico delle insicurezze adolescenziali. Attraverso dei video su YouTube, ha iniziato a leggere la Bibbia. Negli stessi mesi, anche la sua amica Elena, dopo anni di ricerca tra filosofie orientali e droghe, è approdata alla fede. Entrambi si stanno preparando alla loro Prima comunione, portando nel cuore tante ferite, molte domande e una profonda gratitudine per il dono della fede.
Anche il corso di preparazione al matrimonio è per noi occasione di evangelizzazione. Quasi sempre si tratta di persone attratte dalla bellezza della nostra chiesa, coppie dove solo uno è battezzato, che già convivono e non sono mai state a messa. Sorprese dalla profondità dell’insegnamento della Chiesa, consigliano il nostro corso agli amici non credenti. Spesso, più che per le mie lezioni, sono grati per le testimonianze di alcune famiglie del movimento, che non nascondono le fatiche e i problemi ma mostrano un modo più vero di affrontarli.
I santi Cirillo e Metodio, mille anni fa, non imposero una cultura ma tradussero la fede perché tutti potessero incontrare Cristo. È lo stesso compito che abbiamo noi: mostrare che la Chiesa è una casa aperta, dove Dio si fa prossimo, anche nel cuore di Praga.