Conversare con Dio, abitare con gli uomini

Amore chiede amore: un commento va al cuore dell’esperienza di santa Caterina.

CAMISASCA santacaterina
Sano di Pietro, Santa Caterina da Siena, XV sec.

Di recente ho riletto la vita di santa Caterina da Siena scritta dal suo confessore Raimondo da Capua. È la prima biografia pubblicata su di lei e rimane a oggi il testo più autorevole. Ne emerge infatti una figura di tale eccezionalità che può lasciare disorientati.

L’unione di Caterina con Dio inizia molto presto: a sei anni ha la prima visione mistica, a sette professa già il suo voto di verginità. All’amore di Dio per Caterina, risponde quello di Caterina per Dio: “Ho fuggito ogni conversazione per trovare te, Dio mio e Signore mio: ora, che per misericordia tua ti ho trovato, e che per degnazione tua, quantunque indegnissima, ti posseggo con piacere, non devo assolutamente lasciare un tesoro incomparabile per impicciarmi nelle faccende umane”.

Invece, pur morendo a soli trentatré anni, nel corso della sua esistenza terrena Caterina si interesserà molto delle faccende umane. La sua vita sarà totalmente interiore e totalmente esteriore. Non lascerà mai Dio per gli uomini e non lascerà mai gli uomini per Dio. Non si stancherà di stare con i più poveri, i più disperati, i più malati, i più bestemmiatori, i più delinquenti per portarli a Dio. Né si stancherà di stare con papi, vescovi, preti, capi politici e giudici per il bene della Chiesa e della società. Ella abitava in Dio, in un dialogo ininterrotto con Cristo, e ciò le permetteva di abitare continuamente con gli uomini.

Non lascerà mai Dio per gli uomini e non lascerà mai gli uomini per Dio.

Caterina ci insegna dunque che non dobbiamo mai disgiungere la nostra conversazione con Cristo dalla nostra conversazione con gli uomini, ma anzi attingere da Cristo le parole da dire ai bisognosi e da questi le domande che dobbiamo porre a Cristo.

L’unità del dialogo con Dio e con gli uomini è per Caterina un’esperienza continua: molte volte i poveri che lei aiuta si rivelano essere Cristo in persona. Egli la prova per vedere fino a che punto arriva la sua carità. Una volta non avendo niente da dare ad un mendicante strappa una crocetta dalla corona del rosario e gliela dona. Il giorno dopo Gesù le appare con il mano la crocetta tempestata di pietre preziose e le dice: “Figliola, la riconosci questa croce? Tu ieri me la desti con slancio di carità, come è significato da queste pietre preziose, ed io ti prometto che, nel giorno del giudizio, perché il tuo gaudio raggiunga il sommo, te la presenterò come è ora alla presenza degli angeli e degli uomini”.

Caterina, sentendo il suo amore per Gesù sempre troppo piccolo e inadeguato, lo rinnova continuamente. Al centro di tutto c’è così l’esperienza affettiva: la sete che Cristo prova per ciascuno di noi, la sete della nostra risposta, del nostro amore. La vita di santa Caterina ci insegna che Dio, con la sua carità, vuole suscitare la nostra.

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