A don Giovanni Ferrari,
ad Alessandro Milanesi.
Carissimi,
è una grande gioia per me poter prendere parte alle vostre ordinazioni sacerdotale e diaconale, pur col dispiacere di non poter essere lì di persona.
«Non c’è gioia più grande di quella di vedere la gioia dell’amico caro», scriveva don Giussani a don Angelo Majo, per poi aggiungere: «Noi non siamo forse al mondo per amore di Lui e per la felicità degli uomini? Come è bello che Gesù ci abbia messi insieme per questa missione!» (Lettere di fede e di amicizia ad Angelo Majo, San Paolo 2007, pp. 39-40).
Vi raccomando di custodire anzitutto la memoria del dono ricevuto
Amici, il destino del mondo – un destino di bellezza e di bene – ci è venuto incontro, si è fatto compagnia umana, amico personale a ciascuno di noi. Ci ha scelti dal mondo per mandarci nel mondo ad annunciarLo, perché tutti possano riconoscere in Cristo il Signore. Questa è la nostra missione, ovunque saremo chiamati a vivere. Vi raccomando perciò di custodire anzitutto la memoria del dono ricevuto, che è il luogo da Lui stesso eletto a sua dimora: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,20). L’appartenenza a questa dimora è infatti condizione per il nostro compimento.
Grazie per la vostra risposta alla chiamata del Signore: il movimento e la Chiesa hanno bisogno di voi! Ringrazio di cuore e saluto anche le vostre famiglie, la Fraternità San Carlo e tutti coloro che vi hanno accompagnato finora nel vostro cammino. Vi affidiamo con la nostra preghiera a Maria: Lei, che è Madre di Cristo e della Chiesa, vegli su di voi e accompagni sempre il cammino vostro e di tutti coloro che sarete chiamati ad accompagnare.
Con affetto,
Davide Prosperi