Segni di un’unica appartenenza

Una nuova grafica per la Fraternità e le Missionarie di san Carlo.

loghi

Come albero piantato lungo corsi d’acqua che darà frutto a suo tempo. Sono le parole del Salmo 1 ad ispirare l’iconografia scelta a rappresentare la Fraternità. Ad esse si aggiunge la “stella del mattino”, simbolo di Maria.

Il primo stemma disegnato su questa base, a opera del pittore Americo Mazzotta, risale al 1993. Si trattava di una complessa illustrazione ricca di tanti altri elementi iconografici, quali la Gerusalemme celeste e un cartiglio con la dicitura Gloria Christi passio, che diventa la base per gli sviluppi futuri. Nel 1998, lo stesso Mazzotta propone un secondo disegno caratterizzato da un minore numero di elementi e, soprattutto, dalla sovrapposizione dell’albero della stella. Da questa illustrazione, nel 2009, lo studio grafico Melaò fa derivare il logo a cui siamo ormai abituati. In questa occasione, viene introdotto anche l’uso del verde, colore della speranza e della vita che si rinnova.

Oggi abbiamo voluto fare un nuovo passo. Tra le ragioni di questa scelta, c’è il fatto che dal 2009 le nostre esigenze sono cambiate: diverso il mondo con cui comunichiamo e molto più complessi gli strumenti con cui lo facciamo. Non più solo Fraternità e missione, ma il sito , la newsletter, i podcast, gli eventi. Tutto questo richiede un’identità grafica più ampia e spendibile su diversi canali; al tempo stesso, più semplice, riconoscibile come un’unica identità. La seconda ragione è che nel frattempo le nostre sorelle Missionarie sono cresciute, hanno un governo autonomo e cinque case nel mondo. Anche loro si sono ritrovate con la necessità di darsi un volto pubblico e istituzionale. Soprattutto, ci ha mosso il desiderio di comunicare a tutti quello che siamo: per usare un’espressione cara a mons. Massimo Camisasca, «una famiglia in due istituti».

Sappiamo che Cristo non ha bisogno di esperti in grafica e comunicazione per raggiungere chi vuole, ma speriamo che Egli possa usare di questa nostra piccola fatica per far crescere la sua gloria nel mondo.

Tradurre in segni grafici due identità diverse dentro un’unica appartenenza è una sfida tutt’altro che facile. Per questo, abbiamo chiesto un aiuto a Davide Bignotti, il designer milanese grazie al quale abbiamo dato vita al progetto. L’intuizione fondamentale è stata non sovrapporre la stella all’albero ma farne piuttosto la struttura portante. Dalla stella centrale, infatti, si irraggiano i rami che terminano nelle foglie (dodici, come gli apostoli) e nei frutti (sette, come i sacramenti). Nasce così il nuovo logo della Fraternità. Dalla stessa stella si sviluppa anche il logo delle Missionarie che ha come oggetto la Gerusalemme celeste, sposa dell’Agnello. L’iconografia prende spunto dal Salmo 46(45): Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio. Le case che costituiscono la città dicono anche della forma della missione: siamo chiamati a costruire luoghi nuovi e stabili, dove si possano vivere in pienezza i rapporti di comunione tra gli uomini e con Dio. Infine, le case sono anche l’oggetto della missione, perché siamo mandati nelle città del mondo per incontrare tutti gli uomini.

I due loghi sono così caratterizzati dagli elementi comuni del fiume e della stella, oltre che dal medesimo tratto di disegno. La scelta dei medesimi caratteri tipografici completa l’unità tra le due identità. Infine, per garantire la riconoscibilità dei singoli istituti, per la comunicazione delle Missionarie è stato scelto il colore blu, che già caratterizza il loro abito e le loro pubblicazioni.

A questo punto, si è trattato di tradurre il lavoro fatto con Davide in maniera coerente sui due principali canali dove raccontiamo la nostra missione. Con il decisivo contributo di Caterina Cedone e Francesco Finotto, altri due giovani designer, abbiamo sviluppato il nuovo Fraternità e missione (che si rinnova dopo 16 anni) e i siti internet di entrambi gli istituti.

Siamo felici di presentare in questo numero il lavoro finito, che certamente verrà affinato nel tempo. Sappiamo che Cristo non ha bisogno di esperti in grafica e comunicazione per raggiungere chi vuole, ma speriamo che Egli possa usare di questa nostra piccola fatica per far crescere la sua gloria nel mondo.

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